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SEMPRONIANO – Samprugnano, che par derivare il suo nome dalla "Gens semproniana", ha atteso per anni il proprio turno, prima di diventare comune indipendente.
Finalmente, dopo Scarlino, Capalbio e Monterotondo, anche la ex frazione di Roccalbegna vide esauditi i propri desideri e grazie a una semplice firma del Capo dello Stato, diventò il ventottesimo comune della provincia di Grosseto.
Primo atto dei bravi paesani fu quello di modificare il nome del neo-capoluogo in Semproniano, giusto omaggio alla nobiltà latina del comune; in secondo luogo venne rispolverato l´antico stemma gentilizio del paese, reduce da sonni secolari nell´Archivio senese e consistente in fiero leone eretto, con le mascelle spalancate.
Catabbio, Cellena, Petricci e Rocchette, costituiscono le frazioni del nuovo comune; un territorio aspro di gole e forre, macchie e torrenti, di marmi ed altre pietre, dove non mancano frutteti e campi, dove la gente è laboriosa e possiede l´antica saggezza Toscana.
Alto poco più di 600 metri, giusto per dire che si è in montagna e non in collina, Semproniano ha conosciuto nel passato più nefasti che fasti, secondo la storia dei comuni limitrofi. Nel XVI sec., dopo le distruzioni operate dalle armi spagnole, vide ricostruita la sua chiesa principale, che è dedicata a S. Vincenzo e a S. Anastasio, dove non mancano manifestazioni artistiche di un certo livello.
Attualmente l´economia del paese attinge in larga copia alla olivicoltura, all´artigianato, all´allevamento, all´agricoltura minuta.
Anche fra qualche secolo, a Dio piacendo, si rammenteranno i nomi ormai affidati alla storia, di chi riuscì a rendere autonomo Semproniano.
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