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| Sorano |
Parco archeologico della Città del Tufo
Il parco comprende tre siti archeologici nel comune di Sorano, collocati nelle frazioni di Sovana, San Quirico (Vitozza) e nella zona di S. Rocco di Sorano. I diversi siti sono collegati tra di loro attraverso percorsi e sentieri che permettono la visibilità complessiva al visitatore soddisfacendo diverse tipologie d'interesse, da quella naturalistica e quella artistica, da quella storico ambientale e quella archeologica.
Sorano
E' un paese di tufo scuro, costruito su terrazze tagliate in una rupe aperta e fatta scoscesa del torrente Lente. Somiglia a un blocco di cristalli parallelepipedi, ad un paesaggio urbano inventato da un cubista. E' probabilmente di origine etrusca, come vorrebbero suggerire le tombe a camera scoperte lungo la strada che va verso l'Elmo; ma il suo nome Soranus testimonia la romanità.
Sulle case incombe il "masso leopoldino", un'alta roccia di tufo nella cui sommità è una terrazza che domina il paese, i botri e le valli d'ombra che lo circondano. Sul lato più vicino alla chiesa di S. Niccolò si può ammirare la singolare torre dell'orologio.
Pochi i resti che testimoniano il medioevo aldobrandesco: tutto parla della presenza degli Orsini oppure ha un sapore rustico di eccezionale fascino. Nel borgo sono la cinquecentesca Chiesa e quanto resta del palazzo comitale: il portale e il cortile.
La Fortezza Orsini (XI-XII sec.; con rifacimenti del XV-XVI sec.), poderosa opera di fortificazione militare che consente, percorrendo anche i suoi camminamenti sotterranei, di comprendere molti aspetti della vita militare rinascimentale, era legata ad un sistema difensivo i cui potenti resti si vedono a Montorio, Castell'Ottieri e Vitozza. |
| Sovana |
L'antica Sovana che diede i natali a Papa Gregorio VII (Ildebrando da Sovana), è uno dei maggiori centri Etruschi della Maremma. Non ebbe vita continua: fu abitata nel VII, VI e IV sec. a.C.. Il suo massimo sviluppo coincise con la resa di Vulci a Roma nel 280 a.C.. Era diocesi vescovile già nel VI secolo. Ai secoli XIII-XIV sono databili gli edifici medievali.
Non ebbe vita continua: fu abitata nel VII, VI e IV sec. a.C.. Il suo massimo sviluppo coincise con la resa di Vulci a Roma nel 280 a.C.. Era diocesi vescovile già nel VI secolo. Ai secoli XIII-XIV sono databili gli edifici medievali.
In evidenza sono il Duomo del IX-XI secolo, poi ricostruito nel 1300. Del XIII secolo sono la Rocca e la chiesa di S. Maria nel cui interno è un bel tabernacolo del IX-X secolo. Nei poggi intorno sono le tombe etrusche. La grande tomba a tempio, detta Ildebranda, rinnova la memoria di Gregorio VII sovanese.
La camera sottostante cui si accede per un dromos rastremato, è di una semplicità estrema che contrasta con la fastosa decorazione dell'esterno: ha il soffitto a spioventi con trave centrale e, sul fondo, un bancone con due cavità, destinato a contenere, al centro, un sarcofago di legno decorato con borchie di bronzo.
Spettacolari sono le Profonde ed ombrose vie cave (o "Tagliate Etrusche") sentieri o vere e proprie strade scavate nel tufo. Tra le più suggestive "La via cava di S. Sebastiano" e "Il Cavone". |
| Vitozza |
Vitozza in Loc. S. Quirico è uno dei maggiori insediamenti rupestri dell'Italia centrale con oltre 200 grotte, abitate dalla protostoria sino a tempi recenti.
L'antico insediamento si estende lungo un costone di Tufo in un incontaminato ambiente naturalistico. Lungo il sentiero che costeggia il sito rimangono i resti delle tre rocche, con i relativi fossati, la chiesa di S. Angelo ed un notevole "colombaro" Etrusco-Romano. |
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