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| Semproniano |
SEMPRONIANO: LA SUA STORIA
Semproniano sorge su un poggio di travertino che sovrasta la Valle dell'Albegna.
Il primo nucleo fu edificato prima dell'anno 1000 lungo la strada che dal porto di Cosa saliva al Monte Amiata. A difesa del piccolo abitato fu poi costruita una possente cerchia di mura a pietra squadrata tuttora visibile. Il castello, agli inizi di proprietà degli Aldobrandeschi, alla fine del 1200 passò alla Contea di Santa Fiora. Agli inizi del 1300 venne attaccato dalle milizie senesi di Roccalbegna ed entrò così a far parte dei possedimenti della Repubblica Senese. Le controversie con gli Orsini di Pitigliano non consentirono, tuttavia, il passaggio definitivo alla Repubblica di Siena fino al 1400. Alla caduta della Repubblica Semproniano passò sotto i Medici e successivamente, nel 1737, al Granducato di Toscana. La parte più antica del paese si sviluppa intorno alla rocca aldobrandesca con gli edifici disposti a semicerchi concentrici. In cima é situata la chiesa di Santa Croce che conserva una tela del XVII secolo raffigurante la Pietà, un'acquasantiera rinascimentale in travertino ed un crocefisso medievale ligneo incredibilmente suggestivo. A mezza costa è situata la vecchia Pieve romanica con una torre campanaria altra 23 metri. E' l'unica chiesa costruita dagli Aldobrandeschi rimasta miracolosamente intatta. All'interno è possibile ammirare tele seicentesche, una Madonna del Rosario di Francesco Vanni, un'acquasantiera del XV secolo e una vasca battesimale. Vi consigliamo di passeggiare per i vicoli e di non perdervi la romantica Piazzoletta e di guardare con attenzione i vecchi portali. Scoprirete una infinità di simboli scolpiti nel travertino che potrebbero raccontarci incredibili storie del tempo che fu.
SEMPRONIANO OGGI
Oggi Semproniano è un piccolo borgo con un centro storico di incredibile bellezza ancora ben conservato. Vicoli stretti, vecchie case di sasso, naturali balconi di travertino da cui ci si può affacciare e godere di un panorama incontaminato con infinite sfumature di verde. Abbandonato da molti dei suoi abitanti negli anni 50/60 per mancanza di lavoro, in questi ultimi anni è stato riscoperto e si sta ripopolando di 'innamorati', italiani e stranieri, di questo territorio che lo stanno restaurando con attenzione e passione. Qui c'è ancora silenzio, profumi, fiori, lucciole e cieli incredibilmente stellati e la sua gente è calda ed accogliente.
SEMPRONIANO E IL SUO TERRITORIO
Nel territorio del Comune di Semproniano sorge un piccolo borgo, Rocchette di Fazio, edificato alla sommità di una rupe che precipita a picco sulle gole dell'Albegna. A Rocchette è possibile visitare la Rocca Aldobrandesca del XII secolo, l'Ospedaletto di S. Tommé (1330) , il Tribunale, il Palazzo Pubblico e la Pieve di Santa Cristina di stile romanico. In questa chiesa si conservano affreschi del XV secolo. Sempre nel Comune troviamo Catabbio, piccolo villaggio eretto in posizione panoramica. Dalle vie del paese è infatti possibile, nelle giornate limpide, vedere il Promontorio dell'Argentario e l'Isola del Giglio. Al centro del paese la Chiesa di S. Anna e, in Contrada Scalabrelli, l'antica Pieve di Santa Lucia. Cellena è un'altra piccola frazione del Comune di Semproniano ed é posta sulla strada che conduce all'Amiata ed è stata eretta sul fianco dell'omonima ripa. E' il rilievo più alto del Comune da cui si domina il corso del Fiora. Petricci è il centro più giovane del Comune. Al turista offre paesaggi di incantevole bellezza e serenità e il vecchio Castello di Calizzano. Il territorio di Semproniano è situato tra le Valli del Fiora e dell'Albegna, il paesaggio è costituito da colline morbide disseminate di viti, ulivi, boschi e campi coltivati a grano; é punto di incrocio tra la zona termale di Saturnia, l'area etrusca di Sovana, Sorano e Pitigliano e il Monte Amiata. Semproniano ed il suo territorio è inserito nell'itinerario delle Ippovie d'Italia percorso Vulci-Canossa. Il percorso è stato testato dalla troupe di Linea Verde.
SEMPRONIANO: COSA OFFRE AL TURISTA
L'Oasi W.W.F. "Bosco di Rocconi"
Il "Bosco di Rocconi", 130 ettari di natura selvaggia nascosti nella Toscana meridionale, tra i Comuni di Semproniano e Roccalbegna, è stato il primo acquisto, nell'Aprile 1995, del WWF con l'Operazione "Beniamino". Si tratta di uno degli ambienti meglio conservati della Provincia di Grosseto, dove la natura, con la formazione delle spettacolari gole rupestri dell'Albegna e del torrente Rigo, e l'uomo, con la creazione di un mosaico di siepi e pascoli, hanno creato un'area di particolare importanza naturalistica. Il Bosco di Rocconi è composto da una lecceta quasi pura con numerosi alberi secolari, lambita da una meravigliosa formazione di pinnacoli e lame di roccia, da una cerreta con piante vetuste e da un bosco misto in passato governato a ceduo. Ma è nella fauna, e soprattutto in quella ornitologica, il principale motivo di importanza dell'Oasi. In particolare, sono presenti nell'area diverse specie di rapaci diurni: oltre ai comuni Gheppio e Poiana, vi nidificano il raro Lanario (simbolo dell'Oasi), il Biancone, lo Sparviero e il Falco pecchiaiolo. Ulteriori rilevanti presenze sono date da Picchio muraiolo e Corvo imperiale, tra gli uccelli, Martora, Puzzola e Gatto selvatico, tra i mammiferi, Ululone dal ventre giallo e Gambero di fiume, per la cosiddetta fauna minore. Sia all'interno dell'Oasi che nei dintorni (zona di Montecchio), sono poi presenti varie grotte, spaccature e crepacci, interessanti sia dal punto di vista strettamente speleologico che per la fauna ospitata.
Il Centro Recupero animali Selvatici della Maremma
Il C.r.a.s.M. è sorto nel 1997 dalla collaborazione tra Delegazione Toscana WWF e Amministrazione provinciale di Grosseto. Le funzioni principali del Centro sono quella di curare animali selvatici feriti, malati o comunque in difficoltà, in vista della loro reintroduzione in natura, e quella della riproduzione in cattività di specie rare o addirittura in pericolo di estinzione. Una particolarità del C.r.a.s.M., a differenza di analoghe strutture, è quella di poter ospitare esemplari di una qualsiasi delle specie autoctone (non solo uccelli, ma anche mammiferi e rettili): nel corso del primo anno di attività sono ad esempio stati ricoverati 220 animali di ben 52 specie diverse. La struttura, insieme al Parco Faunistico del Monte Amiata e alla futura Riserva naturale di Pescinello, è inoltre una delle sedi del progetto di riproduzione in cattività del Capovaccaio (organizzato dal WWF Toscana e che nel 1997 ha ottenuto l'importante risultato della prima nascita in cattività del nostro Paese, che è anche una delle uniche tre al mondo). Accanto alle funzioni principali, il Centro può svolgere anche un'importante ruolo educativo, soprattutto tramite le visite di scolaresche. Naturalmente, per motivi etici, non tutti gli animali ospitati possono essere mostrati (alcuni hanno problemi di particolare gravità o non devono avere contatti con l'uomo per non compromettere le possibilità di reintroduzione), ma una visita al Centro risulta comunque sempre interessante.
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